#28

Di Giuseppe Felici rossointoccabile

 

Il processo seconda parte

 

Con un boom di tuono il portale circolare si apre e il dio del tuono smette di roteare il martello.

Sei figure imponenti varcano la soglia e il portale svanisce.

Heather Douglas è alta quasi un metro e novanta, la sua massa muscolare è notevole, come di chi si allena nelle arti marziali per più ore al giorno.

La sua figura svanisce al confronto dei compagni.

Vor, di gran lunga la più esile, supera di poco i due metri e la sovrasta di ben 15 centimetri.

Un manipolo in grado di incutere timore.

Ma solo tre di loro sono visibilmente armati e con armi primitive. Due spade e un martello.

La saggezza ferisce in altre maniere e Balder, dopo l’ultima guerra, imbraccia malvolentieri un’arma.

Sarà per questo e non perché un popolo in armi non conosce che la violenza, che vengono attaccati immediatamente.

Un gruppo di quasi cento uomini, pesantemente armati e con tre mezzi blindati.

Le forze in campo sono pesantemente sbilanciate, lo scontro non è degno di essere narrato, se non per l’aspetto, ammirevole, che i nostri riescono a portarlo a compimento senza che nessuno riporti che ferite non gravi.

A terra il grosso dei soldati è svenuto, qualcuno si lamenta.

Da parte tre mezzi sventrati a mani nude, uno dei quali brucia.

Il terreno intorno è una città desertificata dalla guerra ben prima di questo breve scontro. Anche buona parte delle rovine è ormai polverizzata. Rimane ben poco dietro cui nascondersi per una eventuale imboscata.

- La situazione è ben peggiore della prima volta che sono giunta qui.- Dragoluna è sgomenta.

- Era una città fiorente, dove sono finiti tutti? - Thor è quasi più sconvolto di lei.

- Morti, nei rifugi o nei campi militari. Era così quando sono arrivata sul pianeta, non credo che averli lasciati da soli e senza aiuto abbia migliorato le cose. Del resto sono stata punita perché non ho abbattuto i loro dittatori andandomene subito dopo ignorando le conseguenze.-

- Non è il momento delle polemiche, cerchiamo chi comanda e chiediamo conto di questa situazione. - La voce del dio del tuono è piena di rabbia repressa.

- Non credo ci accoglieranno a braccia aperte. - Ma l'osservazione di Balder non viene presa in considerazione.

È questo il modo in cui funziona il mondo.

 

Toc Toc. La porta trema a seguito del fatto che il dio del tuono l’ha giusto sfiorata con un dito.

L’educazione prima di tutto.

Dall’interno si sentono voci allarmate.

- È tornata la Dea. -

- Uccideteli tutti. -

- Fuggiamo dal passaggio segreto. -

Insomma classica crisi di panico.

Thor bussa leggermente più forte e malauguratamente la porta, evidentemente difettosa, crolla.

La scena che si presenta agli occhi degli dèi esterrefatti è quasi grottesca.

Nella sala ci sono una trentina di soldati, di un qualche tipo di élite scelta.

Metà ha gettato le armi e si sta accalcando attorno allo stretto ingresso di un passaggio segreto.

Con esiti che sarebbero comici, non fosse per lo sguardo di sincero terrore sui loro volti.

L’altra metà tiene sotto tiro tre alti ufficiali in uniformi così piene di fronzoli che ci si chiede se non siano maschere carnevalesche e cerca di ammanettarli.

Panico anche sui loro volti.

- Mettete giù le armi e sedetevi tutti. Dobbiamo parlare. -

Thor ha parlato con la sua solita voce, senza urlare, quindi la sala ha solo rimbombato del suo ordine.

I soldati si affrettano ad ubbidire, come da antica abitudine.

Ritrovano quasi la calma ora che qualcuno ha deciso per loro.

Balder sussurra. - Sono questi gli uomini che possono commettere un genocidio senza esitazione. I pazzi possono dare gli ordini, ma solo chi li esegue senza esitare può sterminare. -

Gli altri lo guardano perplessi, tranne Vor, che annuisce.

In fondo è scritto che nessuno porrà fede in ciò che dice Balder, fino a che non sarà avvenuto il Ragnarok, ma la saggezza non può ignorare sé stessa, quando ascolta le sue parole.

 

In breve. Su “consiglio” degli dèi viene indetta una conferenza di pace.

I capi delle varie fazioni sono insolitamente solerti ad accorrere. Sono molti in più di quanto ci si potesse aspettare in una guerra globale.

Chiaramente nessuno rinuncia al proprio ruolo e alle proprie rivendicazioni, ma per altro più d’uno sono quelli da cui sono subito pronti a prendere le distanze.

Casualmente o meno sono i pochi che è stato necessario persuadere a partecipare.

Sarà una lunga trattativa, ma intanto la guerra è in pausa e fino a che c’è un mediatore che segue le trattative, che può chiamare aiuto, ci sono buone possibilità che non ricominci.

Una soluzione più accettabile di quella imposta da Dragoluna col dominio, anche mentale, sul pianeta.

Una soluzione del tutto insufficiente per degli dei che hanno abbracciato la dottrina dell’interferenza minima negli affari dei mortali.

Interferenza non molto maggiore di quella che Thor e pochi altri esercitano sulla Terra ma ben più ampia di quella che gli dei di questo mondo, sempre che esistano ancora, hanno deciso di esercitare, visto che non sono intervenuti neppure a un passo dall’apocalisse.

Dovranno cercarli, così da non entrare in conflitto con loro, ma ci sarà tempo.

Resta Hildegarde. È capace di gestire le emergenze quanto Thor, quasi quanto Thor. Finito il giudizio torneranno con una delegazione più ampia.

 

Asgard. Sala delle udienze.

Parla Odino, supremo giudice di Asgard. Lo stregone guerriero, dio supremo per antonomasia, ruolo al quale mai ha realmente abdicato. Non potrebbe, la struttura stessa della realtà poggia su cose come questa. È l’uomo che ha fatto il mondo.

- Il viaggio ha evidenziato due cose. Intanto, la situazione dei Ba-Bani esclude che possano sopravvivere come specie, se lasciati a sé stessi. Questo alleggerisce la situazione di Dragoluna, poiché ogni mortale avrebbe reagito con un moto volto a salvarli. Gli dei ragionano in maniera diversa, ma raramente lasciano che le specie sotto la loro supervisione si autodistruggano. Bisognerà quindi indagare su che fine hanno fatto gli dei Ba-Bani.

Poi è risultato evidente che era possibile venire a patti con le elite guerreggianti, a patto di sorvegliare la fragile pace. Questo non è stato fatto dai Vendicatori, che hanno rimosso Dragoluna dal suo posto senza curarsi delle conseguenze. Questo ha generato milioni di morti, ma non siamo qui per giudicare i Vendicatori.

Entrambi gli eventi dimostrano che rilasciare Dragoluna sottoponendola a verifiche periodiche è stata una scelta saggia. Ha certamente superato la verifica. Ve ne saranno di ulteriori. -

Entra trafelato un messaggero - Mio signore, la Guardia dell’Infinito è sul Ponte dell’Arcobaleno e chiede di testimoniare a favore di Heather Douglas. -

Entra trafelato un altro messaggero. - Mio signore, il Distruttore è impazzito. -

 

continua su La Guardia dell’Infinito 33